FRONTE DEL PORTO GENOVA

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“Il Terzo valico glielo paghiamo noi”

 

Leggiamo la notizia che i presidenti di Piemonte e Liguria, Mercedes Bresso e Claudio Burlando, si offrono di finanziare il tratto ad alta capacità Genova –Rotterdam utilizzando gli introiti dell’extra gettito del porto di Genova.  

Ancora una volta la politica e la pubblica amministrazione si occupano di portualità solo per denaro.  

In un porto dove i binari ferroviari sono stati tolti, per fare sempre più spazio, la politica pensa che la soluzione per il rilancio sia un altro costosissimo buco. 

Le risorse portuali potrebbero essere investite:

 

  1. Per migliore e potenziare le linee  ferroviarie esistenti, i treni in partenza potrebbero essere smistati tra la Voltri –Alessandria e la Genova Mignanego – Alessandria.
  2. Creare un autoparco dove gli autotrasportatori possano parcheggiare i loro mezzi senza intasare la viabilità portuale e cittadina.
  3. Aprire la strada interna, sul torrente Polcevera “la strada del Papa”, e convogliare i traffici passeggeri e merci sul casello di Genova Cornigliano, alleggerendo il casello autostradale di Genova Sampierdarena e il tratto autostradale per Milano.

 I soldi pubblici potrebbero essere investiti per migliorare le condizioni del porto, le sue infrastrutture interne, la viabilità, la sicurezza, e quindi migliorare le condizioni dei lavoratori e dei cittadini genovesi.

 

Non servono altri buchi quelli che abbiamo nelle tasche, noi lavoratori, bastano e avanzano.

 

03/03/08

 

LA MERCE E’ ASSASSINA

 

 

 

La legge si mette in moto a tragedia ultimata. Ricerca i colpevoli, le cause, ma non riesce, e non può evidenziare le ragioni del perché succedono queste cose, gli infortuni sul lavoro. I motivi sono molteplici e complessi, devono essere considerati tutti, per evitare che a pagare sono i lavoratori.

 

NAVI: molte vecchie carrette, riadattate per trasportare merce diversa. I lavori costano e spesso gli armatori rimandano alcuni lavori e riparazioni, in nome del guadagno.

 

RITMI: questi sono dettati dalla merce e dal contratto di noleggio della nave che la trasporta. Gli armatori, che devono guadagnare, affittano a condizioni capestro le loro navi. Sempre più spesso ci sono navi già in controstallie ancora prima di entrare in porto.

 

(controstallie: supplementi tariffari applicati quando i tempi di carico e scarico di una nave risultano superiori a quelli prestabiliti).

 

CONDIZIONI: per evitare di pagare le controstallie il proprietario della merce cerca di utilizzare al massimo i tempi di sbarco/imbarco. Non esiste pioggia, freddo, notte o giorno, soltanto il vento, per ora, è per loro un nemico imbattibile.

 

RECORD: spesso molti sparlano di porto dei record, di sbarchi record, dimenticando che dietro a questo ci sono lavoratori. Ci viene da domandarci, c’è un limite al record? Con quali infrastrutture portuali i lavoratori fanno i conti tutti i giorni?

 

 

Questi per noi sono i nodi da sciogliere per riportare il lavoro in sicurezza, per  lavorare nella giusta maniera, con i giusti tempi. Possiamo istituire tutti i controlli che vogliamo, ma se non affrontiamo il problema nel suo insieme, sarà una soluzione a metà.

 

Non vogliamo che a pagare siano i lavoratori, la responsabilità è di altri.

 

Solidarietà alla famiglia di Fabrizio e al caposquadra della CULMV.