FRONTE DEL PORTO GENOVA

Genova - I traffici portuali Gennaio - Aprile

Le condizioni atmosferiche avverse e la momentanea difficoltà del terminal Vte hanno condizionato negativamente l’esito dei traffici del primo trimestre 2008. Nello specifico il traffico contenitori movimentato nel porto di Genova nei primi tre mesi dell’anno è stato di 391.891 teu (-12,8). Il traffico è stato così suddiviso nei principali terminal: Vte 188.059 (-28,2%), Sech 87.474 (-6,6%), Messina 60.568 (-1,3%), Rebora 35.083 (+67,1%), Grendi 12.428 (+15%) e San Giorgio 8.075 (+1.455,9%).
La merce varia nel primo trimestre è stata di 6.549.427 tonn. (-7,6%), di cui 4.044.588 tonn. (-11,2%) di traffico containerizzato e 2.504.839 tonn. (-1,1%) di traffico convenzionale e rotabile. In quest’ultimo comparto da segnalare i buoni risultati ottenuti dal terminal Messina con 39.349 tonn. (+17,0%).
Nel comparto delle rinfuse solide il Terminal Rinfuse di ponte S. Giorgio ha movimentato 461.573 tonn. (-3,6%), mentre le Acciaierie di Cornigliano hanno segnato un -15,2% (965.740 tonn.).Gli olii minerali movimentati al terminal di Multedo e presso i depositi ENI, Petrolig e Silomar nei primi tre mesi sono stati 5.439.839 tonn. (-2,8%), mentre le altre rinfuse liquide (olii vegetali e vino) sono state 116.648 tonn. (+7,3%), mentre i prodotti chimici hanno registrato un aumento del 3,8% (134.689 tonn.). Le navi arrivate nel trimestre sono state 1.546 (-6,6%).Il movimento passeggeri è stato di 294.917 unità (+8,4%), di cui 221.042 (-1,7%) al terminal traghetti e 73.875 unità (+57%) al terminal crociere.
I carri ferroviari carichi arrivati/partiti nel trimestre sono stati 27.825 (-28,7%), contro i 39.059 dello stesso periodo dell’anno scorso.In particolare il Vte nei primi tre mesi ha segnato un – 47,6% (10.347 carri contro i 19.756 dello stesso periodo del 2007).Il traffico rotabile nel periodo ha fatto registrare un +1,2% (1.139.273 mtl.), pari a 2.151.397 tonn. di cui: Stazioni Marittime 710.244 mtl. (+6,9%), Vte 92.796 mtl. (-19,8%), terminal S. Giorgio 92.177 mtl. (+16,3%), terminal Messina 38.625 mtl. (-19%), Tirrenia p.te Libia 74.076 mtl. (+4,8%), terminal Rebora 86.186 mtl. (-14,7%), terminal Grendi 44.173 mtl. (-5,8%), Il traffico complessivo nei primi tre mesi è stato di 14.009.600 tonn. (-5,8%).
I dati parziali del mese di Aprile preannunciano però una progressiva ripresa per i contenitori: le previsioni statistiche, se confermate, dovrebbero portare la variazione negativa rispetto all’anno passato sui primi quattro mesi dell’anno ad un – 10,7% rispetto al – 12,8% registrato sui primi tre mesi e recuperando quindi il 2,1%. Inoltre, rispetto al totale teu di aprile 2007 la variazione negativa registra un – 4%, in sensibile recupero rispetto al totale teu di marzo che ha fatto registrare un – 15,4%. Le previsioni per il mese di maggio preannunciano un ulteriore significativo recupero percentuale.
da www.zenazone.it

Carbone, una miniera d’oro per Clerici

MASSIMO MINELLA  www.Repubblica.it

Non bastava l’acquisto, il trasporto via mare e la consegna finale al cliente. Per governare l’intero business del carbone adesso il gruppo Coeclerici ha scelto di chiudere il cerchio comprandosi direttamente la miniera. E’ la prima volta che un’azienda occidentale, con un investimento non reso pubblico, ma stimato in ambienti finanziari in oltre cinquanta milioni di dollari, fa un’operazione simile: comprarsi appunto una miniera di carbone energetico (steam coal) necessario per far funzionare le centrali e gestire l’intera catena logistica del trasporto. Lo fa questa azienda che affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento e che al carbone lega la sua stessa origine. Negli anni in cui comincia a formarsi una classe imprenditoriale attenta al mercato già allora globale dello shipping, a Genova arriva un signore scozzese, Henry Coe, che sceglie di dedicarsi al commercio di carbone. Qualche anno più tardi mister Coe viene affiancato da un imprenditore genovese, Alfonso Clerici, che investe i suoi capitali nell’operazione e fa crescere il business: nasce così la Coe & Clerici, capostipite di un impero che nel corso degli anni saprà unire interessi diversificati in campo marittimo, grazie soprattutto alla figura di Jack Clerici, a lungo presidente del gruppo. Jack Clerici parte da Genova alla conquista di nuovi mercati, va per primo in Russia per cercare il carbone, ma si sposta anche in Centro e Sud America per stringere un’alleanza commerciale con la Chiquita, assicurandosi la distribuzione esclusiva delle banane in tutto il Mediterraneo. Oggi a capo di Coeclerici c’è il figlio di Jack, Paolo, la "&" commerciale è sparita, ma Coeclerici è rimasta una delle più importanti realtà nel mondo del trading di materie prime trasportate via mare. Leadership che risale agli anni Sessanta, quando Coeclerici ha iniziato a importare carbone dalla Russia, restando per oltre 30 anni importatore esclusivo in Italia, e che oggi vale oltre cinque milioni di tonnellate di carbone intermediato.
Operativa dal 2004 da Milano, (a Genova è rimasto un altro marchio di famiglia, il "Clerici Logistic Group" guidato dal fratello di Paolo, Alfonso, del tutto autonomo rispetto al gruppo) Coeclerici si è ormai specializzata nella fornitura di servizi integrati per l’industria produttrice di energia elettrica, metallurgica e siderurgica. E quest’ultima operazione rientra proprio in questa logica di servizio sempre più mirato alle esigenze del cliente. Attraverso Coeclerici Coal & Fuels, divisione del gruppo attiva nella commercializzazione delle materie prime, guidata dall’amministratore delegato Giovanni Marchelli, il gruppo ha infatti acquisito il cento per cento della miniera russa di carbone energetico di Korchakol, nella regione del Kuzbass, vicino alla città di Novokuznetsk in Siberia. Miniera che produce mezzo milione tonnellate all’anno e che sarà al centro di una complessa operazione interamente governata da Coeclerici, a cui risponderà l’intera catena logistica del trasporto. Oltre alla miniera, che ha riserve certificate dal governo russo per almeno venti milioni di tonnellate, il gruppo gestirà anche un sistema di trasporto, fornito da una società locale, che provvederà al trasporto della materia prima dalla miniera ai clienti attivi nelle vicinanze e poi al centro di caricamento. Da qui un sistema di vagoni trasporterà la merce verso il porto di Murmansk, a nord della Russia, dove il gruppo Coeclerici opera grazie a storici contratti pluriennali.
«La realizzazione di questo importante investimento dichiara a commento dell’operazione Paolo Clerici, presidente del gruppo Coeclerici si inquadra perfettamente nella strategia intrapresa dalla società negli ultimi anni per la concentrazione sulla materia prima "core" e per l’integrazione a monte nel processo di acquisto del carbone di provenienza russa. L’acquisizione arriva dopo tre anni di intenso lavoro e ricerca per identificare un sito produttivo che producesse un carbone di qualità soprattutto pensando alla clientela storica spagnola alla quale il gruppo fornisce il combustibile da oltre dieci anni».

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