FRONTE DEL PORTO GENOVA

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jo 11.05.2008

Cari lavoratori di tutta Italia, probabilmente vi

starete chiedendo quale sia l'utilità di questo sito e i

motivi che mi hanno spinto a crearlo.

Dopo alcune disavventure in azienda, ho deciso di

iscrivermi al sindacato, sia per tutelarmi contro

eventuali abusi nei miei confronti, e sia per aiutare

altri colleghi più giovani che non conoscono i loro

diritti.
Infatti la funzione del sindacato, è quella di tutelare

i lavoratori nei rapporti con il datore di lavoro.


Ovviamente il sindacato non è ben visto dall'azienda, in

quanto gli impedisce di poter gestire situazioni anomale

senza interferenze esterne; ed è proprio per questo che

la presenza del sindacato all'interno di ogni azienda

diventa importante, per impedire di veder calpestati i

nostri diritti.


Quindi, non fatevi calpestare.
Iscrivetevi alla U.N.L. Unione Nazionale Dei Lavoratori

fatevi promotori nella vostra azienda e partecipate

attivamente, fatelo per voi.

Se sei un lavoratore portuale,ecc. ed intendi essere

tutelato sindacalmente non ti rimane che contattare La

U.N.L. Unione Nazionale Dei Lavoratori, cerchiamo

collaboratori da inserire in tutta Italia.

per informazioni o contatti.

Email : unionelavoratori@libero.it

sito : http:unionelavoratori.4000.it

paola 22.04.2008

22 aprile 2008
L’Ilva chiede i danni per lo sciopero

Giovanni Mari

L’Ilva denuncia 27 operai delle acciaierie di Cornigliano, tutti esponenti della rsu, e le segreterie genovesi di Fiom, Fim, Uilm e Failms.

L’esposto in procura accusa la violazione degli accordi sindacali sul diritto di sciopero e i picchetti praticati dagli operai nei giorni del 7, 9 e 10 aprile scorsi. In più, c’è la richiesta di «non meno di 100 mila euro» di danni per il mancato scambio di merci tra gli stabilimenti di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi. Al di là dello scontro ormai a colpi di carte bollate per i tre giorni di scioperi di dieci giorni fa (per la questione dei 7 apprendisti non assunti), emerge la clamorosa e storica rottura tra il gruppo Riva e i sindacati. Un macigno sul processo di riconversione già faticosamente in corso da anni.

Era da almeno un decennio che tra il re dell’acciaio, Emilio Riva, e i sindacati delle tute blu regnava la pace. Perché sulla vertenza di Cornigliano, imprenditore e operai erano sulla stessa sponda: dall’altra, le istituzioni e il quartiere che chiedevano meno inquinamento e una radicale trasformazione della vasta area - tra le banchine portuali - occupata dall’Ilva.

La spaccatura, violenta e improvvisa, arriva su una questione apparentemente marginale: lo status di sette apprendisti che Riva non intendeva confermare (cinque di loro, dopo due settimane di trattative, sono stati assunti a Novi, ma con l’azienda che aveva alla fine scavalcato sindacati ed enti locali, che invece aspettavano risposte al tavolo in prefettura). È in questo contesto che i metalmeccanici di Cornigliano sono usciti per tre giorni dalla fabbrica e hanno occupato la strada. Uno stile di protesta già visto decine di volte, negli anni duri per la travagliata firma dell’accordo di programma, e che fino al mese scorso aveva sempre visto l’industriale chiudere un occhio. Anzi, tutti e due, visto che le maestranze riuscivano a marciare verso i palazzi del potere genovese accompagnati dai mezzi pesanti e speciali delle acciaierie.

Ieri pomeriggio, i 27 operai-sindacalisti hanno invece ricevuto la notifica di denuncia da parte della procura di Genova, sezione Lavoro. L’esposto è firmato da Claudio Riva, figlio di Emilio e per lungo tempo al timone della vertenza Cornigliano, assistito dai legali Luca Pailla e Stefano Torti. Stamattina, per altro, i metalmeccanici saranno in presidio in Regione: non sono escluse manifestazioni e cortei.

Le accuse sono tre. Prima: violazione degli accordi sindacali interni che prevedono tre giorni di raffreddamento delle trattative prima di proclamare lo stato di agitazione, in ogni caso da far precedere da 24 ore di preavviso (una norma che i sindacati sostengono non sia mai stata applicata prima). Seconda: il blocco - i cosiddetti picchetti - in portineria durante i tre giorni di protesta, con il conseguente mancato ingresso di operai e quadri e con la presenza dentro i confini dello stabilimento di persone esterne (per almeno i primi due giorni, Fim e Uilm avevano preso le distanze dallo sciopero invece sostenuto dalla Fiom; si sa, però, che lo stesso direttore di fabbrica non era riuscito a entrare). Terza accusa, quella che porta alla richiesta di risarcimento per almeno 100 mila euro: gli scioperi e i picchetti avrebbero vanificato l’ingresso e l’arrivo delle merci e dei materiali via camion danneggiando la produzione di tre siti dell’Ilva.

Pensare che in mattinata era intervenuto il leader nazionale Cgil, Guglielmo Epifani: «L’assunzione di quei ragazzi scavalcando il sindacato è un tentativo che sta in questo nuovo clima generale, che riguarda per fortuna solo poche aziende. Di fronte a una richiesta sindacale di assunzione e all’invito alla mediazione degli enti locali, l’Ilva dice no al sindacato e alle istituzioni e trova una via di mezzo che divide i lavoratori. Molto più di buon senso sarebbe stato ascoltare il sindacato e accogliere la mediazione fornita dalla Regione».

Poi la doccia fredda della denuncia dei 27. La Fiom nazionale: «Un fatto di una inaudita gravità. Un attacco sconsiderato, inaccettabile e arrogante ai legittimi diritti sindacali, oltre a costituire un pessimo segnale di improvviso e immotivato peggioramento delle relazioni sindacali». Dalla Fim-Cisl genovese, l’esponente (denunciato) della Rsu, Stefano Milone: «Un colpo durissimo, che chiude ogni collaborazione tra sindacato e azienda. Sembra un gioco studiato per scatenare la protesta e favorire lo scontro; dopo tutto ciò di buono che il sindacato era riuscito a fare con l’azienda in questi difficilissimi anni. Anziché ricorrere al confronto, anche serrato, l’Ilva ha deciso di denunciare gli operai, citando anche due ex Rsu che hanno cambiato lavoro da un anno. Questo mette tutto in discussione, non vorrei ci fosse sotto la voglia dell’Ilva di far saltare il banco

http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/do...

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GENOVA
Ilva, Riva denuncia i sindacati. La Fiom accusa: "Atto gravissimo"
22/04/2008 ore 07:23

L'Ilva ha deciso di denunciare all'Autorità giudiziaria la Rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento di Genova Cornigliano per gli scioperi e le mobilitazioni delle settimane scorse in relazione alla vicenda dei 7 apprendisti per i quali i sindacati stessi avevano chiesto l'assunzione a tempo indeterminato. Una decisione che la segreteria nazionale della Fiom-Cgil considera di "inaudita gravità". "Questo atto rappresenta un attacco sconsiderato e arrogante ai legittimi diritti sindacali, oltre a costituire un pessimo segnale di improvviso e immotivato peggioramento delle relazioni sindacali" dice la segreteria nazionale della Fiom che "assicurerà il proprio sostegno e il proprio appoggio su tutti i piani, compreso quello legale, ai delegati dell'Ilva di Genova oggetto di questo inaccettabile attacco".

http://www.primocanale.it/news.php?id=30393

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martedì, 22 aprile 2008 09:40

TENSIONE DOPO DENUNCIA DEI SINDACALISTI DA PARTE DELL'ILVA

L’Ilva ha denunciato 27 operai delle acciaierie di Cornigliano, tutti esponenti della rsu, e le segreterie genovesi di Fiom, Fim, Uilm e Failms. Le denunce sono relative agli scioperi ed alle mobilitazioni relative alla vicenda dei 7 apprendisti per i quali i sindacati stessi avevano chiesto l'assunzione a tempo indeterminato. Durissime le reazioni dei sindacati che parlano apertamente di rottura ormai conclamata delle normali relazioni con l'azienda. Oggi atteso l'intervento del segretario generale della Cgil Epifani, a Genova per un'iniziativa sindacale.

http://www.telecittatv.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3458...

paola 17.04.2008

GE] Sciopero Ilva, solidarietà portuali
Inserito da Anonimo il 16 Aprile, 2008 - 20:28

* Genova
* Lavoro
* Repost da altri media

autore:
mk

16 aprile 2008
Portuali in sciopero:
«Stiamo con gli operai Ilva»

Il Consiglio dei delegati della Compagnia portuale di Savona e i lavoratori portuali della Culp - Scarl di Savona, «venuti a conoscenza delle ragioni della lotta dei lavoratori metalmeccanici del Gruppo Riva di Genova», dichiarano mezz’ora di astensione dal lavoro domani, dalle 14 alle ore 14.30, a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori metalmeccanici dell’Ilva di Genova. Solidarietà ai lavoratori genovesi è stata espressa anche dalla Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani (FGCI) della Liguria. «Auspichiamo - scrivono in una nota i giovani comunisti - che le trattative tra azienda e sindacati riprendano e si giunga ad una soluzione che vada bene per i sette apprendisti. Ancora una volta la logica del capitale prevale, se ne infischia dei lavoratori e pensa solo al profitto. I lavoratori non sono merce e devono essere tutelati in qualsiasi modo».

http://www.ilsecoloxix.it/savona/view.php?DIR=/savona/documenti/2008/04/...

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SAVONA
Solidarietà con l'Ilva, scioperano i portuali
16/04/2008 ore 18:57

Il Consiglio dei delegati della Compagnia portuale di Savona e i lavoratori portuali della Culp - Scarl di Savona, hanno dichiarato mezz'ora di astensione dal lavoro domani, dalle 14 alle 14.30, a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori metalmeccanici dell'Ilva di Genova, in segno di solidarietà.

http://www.primocanale.it/news.php?id=30184

cristian 69 ts 02.04.2008

dopo 5 gg di sciopero siamo ripartiti ,e con la promessa di bloccare tutto nuovamente se n sistemano le cose al molo settimo e x le tasriffe sul caffè . e saluto con affetto il mio collega sandrin l'operaio restato infortunato venerdi 27 marzo . un abbraccio forte a tutti i portuali d'italiani e a tutta la classe operaia

reteporti_Trieste 01.04.2008

PORTI: TRIESTE; QUINTO GIORNO BLOCCO, CONTINUANO TRATTATIVE
Prosegue per il quinto giorno consecutivo il blocco dell'attività al Porto di Trieste, a causa dello sciopero dei lavoratori, che chiedono misure urgenti sul fronte della sicurezza e della riorganizzazione del lavoro dopo il grave incidente avvenuto venerdì al Terminal Cereali. Le trattative tra i rappresentanti sindacali confederali, il presidente dell'Autorità Portuale, Claudio Boniciolli, e il rappresentante delle aziende che operano nello scalo, per arrivare ad una soluzione della vertenza, sono ripartite nella tarda serata di ieri, in Prefettura, protraendosi sino a mezzanotte. Due le richieste delle maestranze ancora da soddisfare: l'applicazione immediata del protocollo sulla sicurezza e l'aumento del personale minimo nelle squadre di lavoro portuali. Stamani una nuova assemblea generale è stata convocata alla Stazione marittima. Nello scalo giuliano sono intanto fermi nei piazzali circa 1600 Tir e in rada numerose navi, tra cui due portacontainer e due traghetti dell'autostrada del mare con la Turchia. (ANSA).
PORTI: TRIESTE; SOSPESO SCIOPERO, RIPRENDE ATTIVITÀ
- Torna in attività il porto di Trieste, dopo cinque giorni di blocco consecutivo per uno sciopero dei lavoratori per la sicurezza sul posto di lavoro. Sindacati, Autorità Portuale e Associazione degli Industriali hanno firmato stamani, in Prefettura, al termine di una serie di incontri, un accordo sulla sicurezza che è stato condiviso dai lavoratori i quali - secondo quanto reso noto dai sindacati - sono immediatamente tornati al lavoro. Al momento, sono in corso in Prefettura i colloqui tra sindacati, Autorità portuale e Assindustria per definire aspetti specifici della complessa questione. Lo sciopero era stato proclamato venerdì scorso dopo un incidente sul lavoro nel quale un operaio aveva riportato l'amputazione di una gamba. In seguito al blocco delle attività portuali, a Trieste e nell'autoporto di Fernetti, sull'altopiano carsico, sono tuttora fermi oltre 1.600 Tir, mentre alcune navi (fra le quali due grandi traghetti dell'autostrada del mare Trieste-Istanbul) sono alla fonda nella rada del porto. (ANSA). 12:27

I primi commenti che abbiamo raccolto tra i lavoratori che hanno partecipato all’assemblea, in cui hanno deciso di sospendere lo sciopero, sono di soddisfazione per i risultati raggiunti sulla questione sicurezza e protocollo. Sono rimaste aperte alcune questioni che riguardano l’organizzazione del lavoro e il potenziamento di alcune squadre di lavoro, da qui la decisione di sospendere lo sciopero invece di dichiararlo concluso.

reteporti_Trieste 29.03.2008

Aggiornamento da Trieste

Lo sciopero di 24 ore indetto dalle organizzazioni sindacali del porto di Trieste doveva concludersi oggi (sabato 29 marzo) alle ore 13.00

PORTUALI PROTESTANO SU RIVE A TRIESTE (ANSA) - TRIESTE, 29 MAR - Circa 150 lavoratori portuali hanno messo in atto una protesta spontanea sulle Rive a Trieste per chiedere misure urgenti per la sicurezza sul lavoro, dopo il grave infortunio avvenuto ieri nello scalo giuliano. I lavoratori si erano riuniti intorno alle 10 presso la Stazione Marittima insieme ai rappresentanti sindacali, che hanno proposto di attendere qualche giorno per vedere se si riesce a chiudere l'accordo sul Protocollo d'intesa sulla sicurezza per il quale la trattativa è già in fase avanzata. Gran parte dei lavoratori ha però deciso di chiedere un incontro urgente in Prefettura e si è così diretta a piedi verso il vicino palazzo del Governo, attraversando le Rive e - a quanto si è appreso - creando qualche disagio al traffico per pochi minuti. Ora i lavoratori si trovano sotto la Prefettura, in piazza Unità d'Italia e una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto Giovanni Balsamo. La situazione è tranquilla. (ANSA)
PORTO TRIESTE FERMO FINO A INTESA SICUREZZA
Le operazioni al Porto di Trieste rimarranno ferme finchè non verrà siglato il Protocollo d'Intesa sulla sicurezza: lo ha riferito Rosario Galitelli, della Cisl, dopo che una delegazione sindacale e dei lavoratori è stata ricevuta oggi dal Prefetto Giovanni Balsamo. Dopo il grave incidente avvenuto ieri nello scalo, con un operaio di 30 anni che ha perso un gamba, oggi i lavoratori, dopo l'assemblea, si sono recati sotto il Palazzo del Governo per un incontro con il Prefetto. Sul tavolo l'urgenza di firmare il Protocollo d'intesa sulla sicurezza, simile a quello già firmato in altri scali e per il quale le trattative sono in fase avanzata. Il tavolo con le parti datoriali è fissato per mercoledì prossimo ma i lavoratori chiedono che il testo sia firmato subito. «Anche se il Prefetto riesce ad anticipare il tavolo a lunedì, lo sciopero, iniziato ieri pomeriggio - ha detto Galitelli - permane fino alla firma dell'intesa». (ANSA).

reteporti_Trieste 28.03.2008

“Purtroppo siamo di nuovo tutti qui per questo teatrino: noi manifestiamo, le autorità fanno i vertici, voi fate le foto e le interviste. E poi si ricomincia.”
– un portuale genovese ai giornalisti dopo la morte del suo collega Fabrizio Cannonero nel porto di Genova. 29 febbraio 2008


INCIDENTI LAVORO: GRAVE OPERAIO IN PORTO TRIESTE
CRO S0B S41 QBXK INCIDENTI LAVORO: GRAVE OPERAIO IN PORTO TRIESTE (ANSA) - TRIESTE, 28 MAR - Un operaio di circa 30 anni, di cui non si conoscono ancora le generalità, è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto nel Porto di Trieste intorno alle 12. A quanto si è appreso finora, l'uomo era impegnato nelle attività di manovra di un locomotore quando è avvenuto l'incidente che gli ha procurato un grave trauma ad una gamba, a causa del quale potrebbe essere necessaria l'amputazione. L'uomo ha riportato ferite anche ad un braccio ed è stato trasportato all'Ospedale di Cattinara. (ANSA). KXH-YT7 28-MAR-08 14:02 NNN
FINE DISPACCIO

L’emergenza “sicurezza sul lavoro” non può durare mesi o anni. Emergenza è una situazione critica imprevedibile che va affrontata con celerità e provvedimenti speciali, altrimenti diventa quotidianità e normalità.

Proponiamo che tutti i soggetti che operano nel porto di Trieste sottoscrivano da subito una dichiarazione per il diritto da subito all’autotutela dei lavoratori portuali.

L’AUTOTUTELA è la risposta immediata e concreta: Tutti i lavoratori portuali devono avere la possibilità di denunciare situazioni di rischio e pericolo, di fermare il lavoro se necessario per motivi di sicurezza, senza dover temere ritorsioni di alcun tipo dai terminalisti, dai concessionari e dalle altre autorità esistenti. Dopo questo primo atto sarà più facile arrivare alla definizione dei protocolli sulla sicurezza e al loro adeguamento alla normativa nazionale. Non c’è altro tempo.

Dignità e sicurezza sul lavoro significa creare le condizioni per cui chi fa lavori pericolosi e di fatica non deve costruirsi la paga giorno per giorno, non deve sommare alle dovute attenzioni sul lavoro le preoccupazioni di una vita precaria.




Commissione lavoro TS
Rifondazione Comunista

Trieste 28 marzo 2008

stefano 20.03.2008

Un consiglio ed una domanda: il consiglio è che quando riportate articoli di stampa su di voi, dovreste, se non riportano correttamente il vostro pensiero, spiegarlo con una nota sotto l'articolo. Altrimenti, chi tace acconsente. La domanda è: i video che sono stati tolti dal server, li avete tolti voi o chi? Perchè se li aveste tolti voim non si capirebbe il perchè della loro segnalazione sul sito.
Per chiudere, venerdì 14 marzo a Pietrasanta c'è stata un'assemblea di lavoratori da varie località della Toscana e non solo, fra cui lavoratori di realtà portuali, ed extracomunitari, che hanno discusso sulle questioni della sicurezza. Sarebbe utile ed importante che iniziative del genere, si diffondessero anche a Genova, coinvolgendo lavoratori di tutte le categorie (o quasi, ovvio) e di tutte le nazionalità.
Lottare insieme è fondamentale.

mario 18.03.2008

Sembra un buon inzio: partite dalla vostra reltà concreta,siete indipendenti, vi state organizzando.

Auguri e un abbraccio

rete porti trieste 08.03.2008

siamo d'accordo sulla necessità di costruire una rete dei lavoratori portuali che affronti liberamente le questioni della sicurezza, dell'organizzazione del lavoro e dei salari. Sul sito www.expotrieste2008.it trovate la mappatura dell'applicazione della 84-94 e documenti-volantini dai principali porti italiani

gruppo inchiesta PRC Trieste

fabrizio 08.03.2008

SOLIDARIDARIETA' ALLA FAMIGLIA DI FABRIZIO E UN ABBRACCIO A TUTTI I LAVORATORI DELLA CULMV DA PARTE DEL SOCIO DELLA COMPAGNIA PORTUALE DI ANCONA

ANTONIO DE GIORGIO 05.03.2008

Solidarietà alla famiglia di Fabrizio .
da parte del socio della compagnia portuale "NEPTUNIA"di taranto

Matteo Bagnaresi 05.03.2008

Continuate a tenere aggiornato questo importante sito... NON DIMENTICHEREMO MAI!

USI -AIT Genova 04.03.2008



GRAVE EPISODIO DI REPRESSIONE DEL DISSENSO NEL MONDO DEL LAVORO!

Abbiamo appreso che due compagni appartenenti al “Fronte del Porto” sono stati sospesi rispettivamente per 20 e 40 giorni, per il fatto di aver liberamente espresso, durante un convegno tenutosi al Centro sociale Zapata, delle critiche contro la gestione della CULMV e del Porto più in generale. Dal documento presentato dalla CULMV si evince che le loro critiche metterebbero in pericolo il rinnovo dei contratti.
Alcune considerazioni:
1. La CULMV si sta comportando come il peggiore dei padroni: sanziona innanzitutto libertà di espressione e di critica.
2. La gravità ulteriore è che sanziona con una sospensione lavorativa per quanto viene affermato al di fuori del luogo di lavoro.
3. I contratti, purtroppo sempre peggiorativi, vengono firmati senza il consenso dei lavoratori, figuriamoci se le critiche di due “camalli” possono mettere in discussione quanto è già stato deciso in altre sedi

PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E DI DISSENSO!

PER L’AUTORGANIZZAZIONE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI.!

PER LA FINE DI OGNI FORMA DI SUBORDINAZIONE E DI RICATTO !

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI SOSPESI!

USI-AIT GENOVA

Paola 04.03.2008

Non possiamo cadere nella logica della discriminazione tra categorie lavorative!
I portuali come i metalmeccanici come gli edili come gli addetti ai servizi come gli interinali e i precari hanno comuni interessi legati alla sopravvivenza: unire, collegare, cementare le lotte è imperativo per rispondere compatti agli attacchi che la storia ripropone in modo continuo ai danni degli sfruttati che costruiscono tutto e non possiedono niente.

“Dal 2003 al 2006, in Italia i morti sul lavoro sono stati ben 5.252. Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti. L'edilizia si conferma come settore ad alto rischio, visto che poco meno del 70% dei lavoratori (circa 850) perdono la vita per cadute dall'alto di impalcature nell'edilizia. Fra le cause seguono il ribaltamento del trattore in agricoltura e gli incidenti stradali nel trasporto merci per le eccessive ore trascorse alla guida. L'età media di chi perde la vita sul lavoro è di circa 37 anni. Ogni incidente, dunque, visto che la vita media è di 79,12 anni, comporta una perdita di vita pari a 42 anni.
La provincia con il maggiore tasso di incidenti (anno 2005) è Taranto (11,33), seguita da Gorizia e Ragusa. La Regione con più incidenti mortali in assoluto (anno 2003) è invece la Lombardia, seguita dall'Emilia Romagna. Si tratta, però, di un dato, precisa il rapporto Eurispes, che non tiene conto della dimensione della popolazione a rischio di incidenti, cioè degli occupati. Se si rapporta invece il numero di morti al numero di ore lavoro o al totale degli addetti, la regione con la maggiore incidenza di morti bianche è il Molise, seguita da Basilicata e Calabria e in genere da regioni del Sud.” Bisogna inoltre tenere conto del fatto che questi dati sono fortemente sottostimati per due motivi : il primo è che si tratta dei dati ufficiali, spesso quando gli incidenti avvengono dove si lavora in nero ( soprattutto in edilizia ed in agricoltura ) vengono tenuti nascosti. Se poi un clandestino viene trovato morto in un fosso nessuno si fa troppe domande. Il secondo è che se il decesso avviene a distanza di un dato numero di giorni dall’incidente, a termini di legge non è più considerato morte sul lavoro.

amadeo 03.03.2008

oggi la classe lavoratrice è in ginocchio. Le illusioni di un benessere in queata società basata sulle merci, moriranno quando ci si renderà conto che il muto una volta pagato non elimina l'incertezza di una vita basara sul salario.
Compagni ! Si deve guardare avanti, riprenda la lotta di calsse su tutti i fronti !

riccardo 03.03.2008

non ho letto niente sul cottimo,che ha sempre costretto a lavorare con condizioni di sicurezza precarie.

Maykill75 03.03.2008

I colpevoli sono 2! I terminalisti e certi lavoratori della compagnia unica che ACCETTANO E MANTENGONO questo sitema!!! Chi parla viene lasciato a casa senza lavoro... e alcuni minacciati di BOTTE! Questo va combattuto!

massimo 02.03.2008

e ora portuali cosa facciamo? vogliamo scagliarci a testa bassa e poi tornare a lavorare normalmente, o iniziare a costruire una iniziativa collettiva per cambiare?
perche alla fine noi lavoratori non entriamo mai a porre condizioni nelle camere importanti,.
la riflessine che faccio, è che solo l'anno scorso, anche con mille probblemi,abbiamo prodotto, e portato avanti il cordinamento, un iniziativa che è partita dal basso e che noi lavoratori l'abbiamo voluta, e votata alla fine dello sciopero.
lo sò, ma i ragazzi del coordinamento li abbiamo lasciati soli, ora bisogna aiutarli a far vivere l'iniziativa.




Walter Gaggero 01.03.2008

tutto questo perchè i lavoratori non si rendono conto della forza che hanno!
NON MOLLATE!

sandro 01.03.2008

Franza, vergognati, non hai mai fatto un cazzo nella tua vita, se non fare casino. Quelli che si devono lamentare sono quelli che lavorano, tu , che sei una schiena dritta, dovresti solo tacere.

aureliano 01.03.2008

lavoro al porto di cagliari purtroppo questa è una triste realtà. istituzioni vergognatevi un forte abbraccio alla vedova e alla piccola. aureliano

francesco 01.03.2008

Teniamoci per mano in questi giorni tristi...
Tutta la mia solidarietà

29.02.2008

Lavoro nel porto di La Spezia e mi VERGOGNO di come i nostri responsabili SINDACALI se ne freghino della nostra e vostra situazione pensando come sempre ad un loro meschino e schifoso interesse..
Siamo uomini e non macchine ma noi serviamo solo ed esclusivamente a Sbarcare&Imbarcare...
Tutta la mia soidarieta da un vostro comunque collega.